BRUXELLES - GRANDE EVENTO CULTURALE AL PARLAMENTO EUROPEO

BRUXELLES - PARLAMENTO EUROPEO
 

L'Europarlamentare Beniamino Donnici presenta:

"tradizione Sociale e impegno Civile"

 Presentazione dei libri "Faide" e "I Misteri di Balacari" dei giornalisti

Arcangelo Badolati e Domenico Marino

 

“Abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un evento che ha creato nella coscienza di tutti noi presenti uno squarcio profondo nel quale, come in un solco di terra fertile, è stato seminato un meridionalismo puro e coraggioso, pronunciato da uomini intelligenti e capaci, che con le loro parole precise e corrette, hanno saputo scolpire i lineamenti della rivoluzione intellettuale dalla quale certamente emergerà una nuova Calabria”.

Questo il commento dei dirigenti del Gruppo Editoriale di Rete Comunicare Italia presenti nella Sala Stampa del Parlamento Europeo.

 

E’ accaduto nella  tavola rotonda indetta dall’Europarlamentare Beniamino Donnici sul Tema “Tradizione sociale e impegno civile: storia e storie della Calabria”.

Assolutamente inatteso lo sviluppo di questo evento che si è inizialmente presentato come uno dei consueti inviti in ambito culturale, per invece svoltare decisamente in un evento culturale e politico di carattere “fondante”, “istituente”, “determinante”, nel quale non è stato sprecato neanche un solo minuto  del tempo che il Parlamento Europeo ha voluto dedicare al dibattito.

La platea gremita d’interesse internazionale. Gli interpreti per la traduzione simultanea tutti al lavoro. Nel pubblico una folta delegazione di meridionali “doc” che prestano servizio in diversi ambiti nel Palazzo di Bruxelles.

 

In collegamento video da Reggio Calabria il Prefetto Francesco Musolino che con dati alla mano è stato chiamato a testimoniare sulla drammatica situazione calabrese che fa della lotta ai poteri mafiosi nel senso più ampio, la differenza tra buoni e cattivi, tra uomini che danno tutto e uomini che vogliono tutto, tra uomini che amano la Calabria e altri che la disprezzano colpendola vigliaccamente in ogni suo aspetto propositivo.

 

Si è parlato dunque di ndrangheta in una maniera nuova e non solo per il suo potere di aggregare il male ma anche e soprattutto per il potere di aggregare il bene e chi del bene ne vuole un potere stabile.

 

In questo clima multilingue e multiculturalista hanno preso a turno la parola i protagonisti avvolti dai simboli del comune europeo. Al tavolo degli oratori l’Europarlamentare Beniamino Donnici, Arcangelo Badolati, Domenico Marino, Filipppo Veltri, moderatore Paolo Alberti.

L’autostrada sulla quale ha preso velocità il dibattito è stata di natura culturale e libraria e il cuore della tavola rotonda ha iniziato a pulsare di un meridionalismo reale e puro, sino a ieri riconosciuto ed evocato solo grazie a Fortunato Seminara, Leonida Repaci, Corrado Alvaro.

E’ stato Beniamino Donnici a prendere per primo la parola e dopo avere ringraziato i presenti (veramente tanti) è andato subito al dunque fornendo immediatamente le coordinate entro le quali si sarebbe inquadrato il dibattito: la Verità sul meridione. Quindi il turno del Prefetto Francesco Musolino che in video conferenza da Reggio Calabria ha fornito dati allarmanti che ascoltati a qualche migliaio di chilometri di distanza dalla Calabria, fanno impressione agli stessi calabresi.

Sulla bilancia protagonista il potere mafioso dalla “A” alla Z” da una parte, il bene, il positivo, la società onesta dall’altra.

Una volta puntato il chiodo, a dare la prima martellata è stato Arcangelo Badolati, scrittore e giornalista legato al nome del quotidiano la “Gazzetta del Sud” di cui è capo servizio nella sede di Cosenza. Badolati ha letteralmente aperto le coscienze dei presenti ad uno spaccato della società in cui il potere del terrore ndranchetistico che si macchia direttamente le mani di sangue, non è assolutamente meno di quello politico affaristico che ne crea con il suo operato le condizioni di silenzio assenso dal quale il primo trae energia.

 

Arcangelo Badolati ha scritto il libro “Faide” - Klipper editrice - in collaborazione con i giornalisti Antonello Lupis (Gazzetta del Sud di Palmi) e Attilio Sabato, direttore del tg di Teleuropa Network. Il libro è drammaticamente appassionante perché vero e pone in evidenza le lotte cruente che hanno trasformato i luoghi più tranquilli del territorio calabrese in teatri della cultura mafiosa e uomini apparentemente miti, in “combattenti” capaci di orrori ineguagliabili e in perfette macchine da morte. Si comprende il principio di quell’odio che alimenta il principio dell’occhio per occhio, dente per dente, che travalica ogni frontiera estendendo la geografia dell’orrore in qualsiasi parte del mondo ove si rende opportuna la vendetta, come hanno dimostrato i fatti della strage di Duisburg.

 

Arcangelo Badolati – vero oratore – ha letteralmente ipnotizzato la platea che non poteva certo attendersi, se pur dopo un crescente stato emozionale procurato dal racconto dello stesso Badolati, che il successivo oratore, il giornalista Filippo Veltri, dichiarasse a caratteri cubitali “la ndrangheta è qui, a Bruxelles, nel centro del potere simbolo dell’Europa unita. Ha comprato una parte della città”.

Filippo Veltri è direttore dell’ANSA di Catanzaro e parla con dati alle mani che sconcertano i presenti perché, molti di essi, forse per la prima volta, si trovano innanzi ai veri protagonisti di una sommossa che nasce dal basso, dalla notizia del vero, dal racconto della verità, con il solo fine di “far conoscere” come antidoto contro “l’ignoranza” che crea l’ambiente ideale nel quale cresce ogni potere mafioso, di qualsiasi livello.

 

Quindi il momento di Domenico Marino Giornalista e scrittore anche lui impegnato per la Gazzetta del Sud. Autore di “I misteri di Balacari”, dal cuore del palazzo di cristallo di Bruxelles Domenico Marino apre una finestra sulla Calabria dalla quale entra un raggio di sole caldo e rasserenante come annuncio del giorno di festa, in cui tutto è possibile a chi la Calabria la ama e l’ha dovuta abbandonare.

Il protagonista del suo racconto è “Ciccio” (Francesco De Seta) che dopo 40 anni di lontananza forzata da Balacari, dall’incontro con la nipote quindicenne del suo più caro amico ormai scomparso come le cose più belle del suo paesino, ricostruisce e ripopola il centro storico, riapre i magazzini malinconicamente sbarrati riempiendoli di merce, riassapora la vita del paese con l’incedere che solo il passo degli anziani può permettersi. Il miracolo della ricostruzione e della pace.

 

Assolutamente inattesa la regia dell’evento che ha contrapposto in modo così concreto alla situazione allarmante e drammatica delle ndrine il potere della memoria e dei buoni sentimenti. Un evento che Beniamino Donnici ha voluto esattamente così come si è manifestato a tutti, telecamere incluse, perché il cuore dell’Europa potesse avere tra i suoi atti ufficiali un momento “fondante”, un nuovo modo di essere Calabresi per la Calabria, in Calabria, nel mondo.

L’evento è stato perfetto nella sua regia, breve, emozionante, denso di emozioni e verità, senza tempi morti, composto, come gli uomini che lo hanno prodotto e coloro i quali vi hanno partecipato, altamente istituzionale. Abbiamo avuto la sensazione che qualcosa stesse accadendo li, intorno a noi e dentro di noi.

Abbiamo avuto la netta sensazione che Giornalismo, Verità, Letteratura di un sano Meridione, Politica, e una società di Professionisti ben rappresentati dai presenti, siano già la novità di un rinnovamento sociale che emerge dai ruderi della vecchia maniera di “dire” e di “fare”.

 

Per il Gruppo Editoriale di rete ComunicareItalia Fabio Gallo ha presenziato all’evento anche in rappresentanza della Fondazione “Paolo di Tarso” di cui ne cura i Rapporti con le Istituzioni. “Proprio in queste settimane stiamo raccogliendo i  frutti di un importante lavoro destinato a rivoluzionare il Sistema Turistico Italiano. Siamo impegnati anche nella ricerca di una CALABRIA EXCELSA che possa rappresentare la Calabria del lavoro per lo sviluppo di nuove economie turistiche. Per noi è stato molto importante ascoltare direttamente, essere presenti qui a Bruxelles. Oggi siamo certi che quella che noi ritenevamo utopia è, invece, una reale opportunità condivisa da molti. Oggi, tutti insieme, abbiamo posto una pietra miliare nella comunicazione di una Calabria che ce la farà a meritare la stima della Nazione e dell’Europa”

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